Una tradizione di famiglia

Tavernetta Colauri

Tavernetta Colauri sorge in quello che in passato era il “Rione dei Calori di Sopra e di Sotto”, una frazione  del borgo di “Santa Croce ad Orsolona”.

La nobile famiglia Colauri spostò il suo casato al di fuori delle mura della città di Napoli, verso la fine del 1200, per sottrarsi alle tassazioni del governo Angioino. Con altre nobili famiglie, come quella dei “De Liguoro”, costituì dei casali a mandamento autonomo. I governanti Angioini, per rivalsa, ordinarono la cancellazione di questi casati dall’albo delle famiglie nobiliari di Napoli, identificandoli col nome “Revocati”, in riferimento all’eliminazione dei  loro nomi dal libro dei nobili.

I signori Colauri, da cui deriva il nome del “Rione dei Calori di Sopra e di Sotto”, occuparono quella parte di territorio del borgo di Santa Croce ad Orsolona, confinante con il casale di Chiaiano. Nel 1806, con l’arrivo a Napoli dei francesi di Gioacchino Murat,  i territori di  Santa Croce ad Orsolona, di Polvica e di Marianella, furono unificati al casale di Chiaiano.

Agli inizi del 1900, Passariello Vincenzo (1888-1972), coltivatore diretto, con la sua famiglia, si trasferì da Pomigliano a quello che era una volta il Rione dei Calori, precisamente, ai Calori di Sopra, stabilizzandosi  nella masseria degli eredi Marciano.

Salvatore Esposito e Rosario Morra
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Vincenzo Passariello

Nel film “La sfida”(1958) di Franco Rosi,  alcune scene, sono vicine ai fatti che ispirarono lo spostamento dei Passariello.

Iniziarono a lavorare in questo fondo, come coloni, adattando e trasformando tecniche e strumenti, tipici delle zone vesuviane pianeggianti, per addomesticare questi terreni scoscesi e rupestri, alle loro colture di patate e piante da frutto.

Dopo anni di colonnato, riuscirono a riscattare la loro condizione acquistando la masseria col pertinente fondo agricolo.

Da Vincenzo Passariello e Rosa Panico ( 1892-1973), nacquero nove figli, tutti dediti alla campagna, in particolare Salvatore (1923 -2015).

Salvatore Passariello sposò Immacolata Manco (1923-2008) . Sono loro i nonni materni di Salvatore Esposito e Rosario Morra, soci costituenti di Tavernetta Colauri. Le loro origini rurali, intrise di valori e tradizioni, si riversano nella cucina che propongono, e nel modo con cui si rapportano alle persone che gli fanno visita. Le esperienze che hanno raccolto nel corso degli anni, gestendo e lavorando in attività ristorative in Italia e all’estero, gli concedono di aggiungere alla cucina tradizionale un pizzico di innovazione, perchè in fondo, la tradizione è un progresso che ha avuto successo.

"La tradizione è un progresso che ha avuto successo"